| Educazione e tempo libero |
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Nell’immaginario collettivo, la vacanza è il tempo della libertà, nel senso di assenza di obblighi, è il tempo di nuove conoscenze, è il tempo del divertimento, è il tempo nel quale rilassarsi. La vacanza assume la connotazione di un tempo caratterizzato dall’assenza di quelle attività, quei ritmi, quelle situazioni che informano il tempo durante il resto dell’anno. Il tempo libero infantile, o, ancor meglio, il tempo “liberato” dagli impegni organizzativi della giornata, è certamente definito da vincoli importanti: la condizione di dipendenza dagli adulti cui i bambini sono affidati (in famiglia come nei centri di vacanza), la possibilità e la capacità dei bambini di negoziare con gli adulti le scelte che riguardano il modo in cui trascorrere il proprio tempo libero, da cui deriva conseguentemente la “quantità di tempo” percepito dai bambini come effettivamente proprio. Il tempo-vacanza è dunque tempo di divertimento e tempo di libertà inteso non certamente come assenza di obblighi bensì come possibilità di essere protagonista nelle attività, nei giochi e soprattutto nella costruzione della propria vacanza. Tale prospettiva risulta tuttavia riduttiva (e inefficace la conseguente progettazione dell’esperienza) senza indagare il significato che attribuiscono i bambini e i ragazzi delle diverse età al tempo libero e al gioco. Il tempo libero diventa così un tempo prezioso nel quale libertà e divertimento riacquistano un valore sociale ed educativo fondamentale. |